Gubert Finsterle ha un progetto ambizioso che si chiama Avs Virtual Audio ed è con questo che va all’Expo di Shanghai
1. Il tratto principale della mia innovazione
è l'“Incanto“. L'etimo del termine rimanda all'”avere il canto dentro” e questa è in sostanza la scoperta scientifica che presiede il sistema di riproduzione audio AVS Virtual Audio Standard. Questa metodologia di riproduzione del suono infatti, induce il cervello a utilizzare degli algoritmi di ricreazione dell'evento percepito che normalmente sono attivi quando si sogna. In questo senso, scientificamente parlando, si assiste con ogni file audio convenzionale più che a una riproduzione dell'evento sonoro, a una sua ri-creazione in 3D in uno spazio mentale che è quello che la mente utilizza quando sogna. Per tale ragione si può scientificamente parlare di un evento prossimo a una “realtà virtuale”, quella che tutti meglio conosciamo, quella dei sogni. Ascoltare in questa “dimensione” equivale a un ascolto “incantato”, fuori dal tempo e immersi nella bellezza, come quando veniamo “rapiti” durante un concerto live. Con particolari suoni studiati e creati ad hoc, si può inoltre intervenire sul funzionamento del cervello, operando una sorta di “reset” del sistema e di cancellazione di percorsi neurali disfunzionali, che sono alla base di numerosi disturbi e patologie, che spaziano dall'ansia-attacchi di panico, disturbi da stress post traumatico, psicosi, ma anche mal di testa, acufeni o dolori cronici. Ciò avviene per una piacevolissima induzione a una sincronizzazione generale delle popolazioni neurali corticali, che aumenta in modo drastico le “connessioni” disponibili, rendendo più plastico ed efficiente il sistema-cervello. Per questo motivo aumentano anche le prestazioni psicofisiche e intellettuali, soprattutto in condizioni ove vengano richieste top performance. Questa metodologia porta il nome di Psico-acustica transizionale – in breve sedute di Pat – che possono essere effettuate sia presso il nostro centro, sia al Cnr di Pisa, oltre che a casa propria seguiti via Skype, una volta installato il sistema “at home”. L'effetto psicoacustico indotto dal sistema di riproduzione audio AVS è stato denominato da Francesco Romani (Università di Pisa, dipartimento di Informatica) “effetto Finsterle – von Salis”, dal nome dello scopritore, in un articolo-saggio di prossima pubblicazione.
2. Il principale pregio nel fare innovazione in Italia
è stato scoprire una quantità di persone aperte e intelligenti che hanno seguito e compreso appieno le novità che sono insite in questa innovazione-progetto. All'inizio sono poche, ma quelle poche hanno dei profili intellettuali e di valore umano inestimabili, come è il caso dei soggetti che hanno collaborato alla realizzazione di questa innovazione.
3. Il principale difetto nel fare innovazione in Italia
è essere osservati con curiosità e distanza, senza che vi siano possibilità di ottenere finanziamenti per sviluppare le proprie idee, anche quando sono manifestamente e tangibilmente evidenti nei loro effetti. In breve, o si è benestanti e la famiglia aiuta, o anche la migliore idea si scontra con l'impossibilità di vedere la propria trasformazione da progetto a realtà concretamente esistente. La realizzazione della scoperta è in gran parte dovuta alla competenza scientifica di mio padre e madre, entrambi laureati in chimica e il primo anche musicista, oltre che ex alto dirigente di Farmitalia-Carlo Erba, che hanno sostenuto finanziariamente per quanto possibile il progetto, avendo gli strumenti culturali per comprendere appieno il valore della scoperta. Iniziative come quella organizzata dal governo – valorizzare i talenti italiani – sono preziose e particolarmente benvenute, producendo benefici non solo ai ricercatori-inventori, ma anche a tutta la collettività.
4. Il mio sogno di felicità: perché la mia innovazione cambia il mondo.
Non saprei definire con certezza se vi sia una relazione diretta tra felicità e trasformare il mondo. Certo vedere realizzarsi i propri sogni – frase in questo caso particolarmente pertinente – è una bella soddisfazione: ma che fatica, impegno e tenacia ci vogliono! Questa innovazione poi potrebbe effettivamente “cambiare il mondo” in senso proprio, perché se si diffondesse quale sistema audio come Dolby, uno dei side-effect che si manifestano anche ascoltando musica o vedendo dei film, sarebbe una trasformazione dell'ansia-aggressività in creatività e intimo godimento, rendendo i soggetti più aperti all'altro e gentili, come quando siamo innamorati. Se dovessi davvero immaginare uno scenario globale, penso che un sistema del genere aiuterebbe concretamente a cambiare in positivo l'atteggiamento dell'uomo verso l'altro, la Terra, l'Universo del quale siamo una microscopica ma affascinante parte.
5. La più grande difficoltà per il mio lavoro
è consistita – citando un amico psichiatra – nel differenziarmi dalle centinaia di ciarlatani che raccontano, spesso con grandi capacità persuasive, semplici fandonie. Il secondo problema generale poi, una volta superato il primo gradino di diffidenza, è avere a che fare con un sentimento tipicamente umano: l'invidia. L'invidia infatti, è uno dei motori più potenti contro le innovazioni, come la storia ci ha da sempre mostrato, assieme alla rimodulazione degli assetti di “potere” sia culturale sia economico. Ciò ha a che fare spesso anche con un'energia che potremmo definire come simile all'”inerzia” in fisica. Modificare un assetto è come spostare un treno con la forza delle proprie gambe: ma se poi poco a poco ci si riesce e il nuovo “assetto” è fondato e funziona, allora tutto può cambiare.
6. Se non fossi un innovatore, vorrei essere...
un ricercatore (già lo sono...) o un musicista. Per un greco antico, tutto ciò si riassumeva in un termine solo: filosofo, amante-ricercatore della sapienza in tutto lo scibile, dalla fisica all'arte. Ma suonare il pianoforte è un'aspirazione cui ho dovuto rinunciare.
7. Quanti soldi servono per innovare?
Difficile rispondere a una simile domanda. I “dipende” sono moltissimi. In generale però, se si tratta di un’innovazione tecnologica e scientifica, penso non meno di qualche milione di euro, contabilizzando anche il lavoro incessante e spesso non retribuito dei ricercatori-inventori che credono con passione alle proprie scoperte e idee e ai collaboratori che si adoperano per puro spirito di ricerca scientifica.
8. La tua innovazione ti farà diventare ricco?
Spero di vedere negli anni remunerato l'investimento di tempo e danaro mio e dei collaboratori. Se poi le prospettive si schiudessero al mondo ne sarei lieto. Se riuscirò nell'intento di trovare un agreement con un grande gruppo mondiale, tra le condizioni vi sarebbe anche quella di fondare un istituto di ricerca no profit sulle relazioni tra suono e mente-cervello e una seconda che si occupi di selezionare le invenzioni dei privati (che sono moltissime), finanziarle e portarle sul mercato. Una sorta di private equity dedicata agli inventori, che metta a disposizione anche un team di manager specializzati.
9. Da uno a dieci, quanto è importante internet per innovare e perché.
Dieci! Internet è essenziale per accedere a informazioni di carattere scientifico difficilmente recuperabili in tempo così breve: basta saperle cercare! E' essenziale anche per creare nuovi mercati e diffondere le nuove idee con costi relativamente bassi. Per esempio, se, come penso, ho scoperto anche come far produrre specifici neurotrasmettitori dal cervello con degli eventi sonori controllati, lo devo alla possibilità di avere interpolato le mie ricerche con studi recentissimi pubblicati su Science e Nature trovati su internet.
10. Il Paese dove vorrei vivere e/o lavorare.
Sono innamorato della Toscana ma non escludo che questo sogno si realizzi. La Francia e gli Stati Uniti sono altri luoghi ove mi piacerebbe lavorare e vivere, per l'attenzione alla cultura, alla scienza e la serietà generale delle istituzioni, unite a un clima non troppo freddo!
11. La scoperta scientifica/tecnologica che preferisco.
Senza alcun dubbio la fusione termonucleare chimicamente assistita, nota come fusione fredda. Altro esempio di scoperta scientifica – che a tutti i livelli scientifici si sa funzionare senza alcun dubbio, pur non sapendo del tutto perché - che trasformerebbe radicalmente in positivo il futuro dell'umanità e gli equilibri del potere economico-finanziario perché economicissima e facile da costruire. Pochi sanno che a Milano, in collaborazione con Fleischmann, dei fisici italiani stanno mettendo a punto il reattore da casa da 10 kW, che con 1 grammo di palladio produce 10 kW di energia per 500 anni. Se mai avrò le risorse finanziarie, vorrei tanto partecipare al progetto o quantomeno essere tra i primi a avere la casa riscaldata con la caldaia a fusione fredda!
12. E quella che mi piace di meno.
Non esistono scoperte “brutte”, ma solo eventualmente gli usi che se ne possono fare. Non saprei indicarne alcuna.
13. I miei eroi/eroine della scienza e della tecnologia.
Giusto per ricordare il nostro breve passato, un po' a caso citerei: Pitagora, Euclide, Archimede, Democrito, Platone, Giordano Bruno, Copernico, Keplero, Galileo, Newton, Cartesio, Leibnitz, Ohm, Watt, Volta, Edison, Faraday, Maxwell, Plank, Heisenberg, Einstein, Freud, Heidegger, Goedel, Marconi, per arrivare a Fleischmann e Pons.
14. L'azienda italiana più innovativa.
Non saprei, a parte i grandi gruppi che possono investire in ricerca, mi sono molto simpatici i ricercatori “free lance”, come ormai uso definirmi anch'io. Mi piace molto il fondatore della Geox, Mario Moretti Polegato per essere riuscito, con una economicamente solida famiglia alle spalle e finanziamenti di banche, a realizzare un gruppo internazionale da un’idea intelligente.
15. L'azienda internazionale più innovativa.
La più grande rivoluzione compiuta negli ultimi 10 anni è senza dubbio la diffusione di internet, il cui potenziale non è ancora pienamente utilizzato, ma non è un'azienda. A questa si affiancano le nanotecnologie, soprattutto nell'elettronica, che consentono di avere a disposizione “macchine” dalle fantastiche capacità di computazione a costi e dimensioni accettabili, con consumi di energia sempre più ridotti, ma nemmeno questa è un'azienda. Ciò però consente anche ai singoli o piccoli gruppi di ricercatori indipendenti di avere una piattaforma e mezzi con cui lavorare e interagire con il mondo con la propria intelligenza e creatività. Se dovessi pensare ad aziende, trovo geniali Apple e Google.
16. La riforma di governo che apprezzo di più.
Senza alcun dubbio l'entrata nell'euro e la costituzione dell'Unione Europea. Poi ve ne sono state altre? ;-)
17. La riforma che ritengo più inutile.
Non mi pare si siano messe a punto riforme strutturali e se fossero tali non si potrebbero definire inutili, ma utili o dannose. Dannoso e pericoloso è limitare la ricerca, limitare lo studio in generale o tendere a fornire una formazione che miri ad applicare l'esistente e non a studiare dalle fondamenta per poi avere gli strumenti critici per pensare in proprio, al di fuori o al di la di un pensiero massificante, che per definizione non può essere che inadeguato ad affrontare la complessità del reale.
18. E quella che, se fossi al governo, farei per prima.
Non sono in grado di rispondere, perché non sono uno studioso di economia o di scienze sociali. Ma se dovessi dirne una, tanto per essere semplici, la eleggibilità in parlamento esclusivamente di laureati con 110 e lode in proporzioni eguali tra ambiti letterari, scientifici (dalla fisica alla economia) e sociopolitici, caratterizzati da un'etica e trasparente vita sociale ed economica. Eleggibili per soli due mandati e con un controllo all'”americana” del loro passato e del loro presente. Devono essere al servizio della collettività e la collettività deve poter controllare in tempo reale cosa fanno e come. Poi, giustamente, li strapagherei. Pensiero troppo naif? Sarei il primo a dire di si, ma a pensarci meglio... forse nemmeno....! Quanto desidererei avere al capo di un governo, magari europeo, un uomo come Platone, ben consapevole che se vuoi la pace ti devi preparare anche per la guerra, che se vuoi la giustizia ti devi attrezzare per combattere l'ingiustizia. L'uomo è una delle pochissime specie, se non l'unica, che attacca e uccide esseri della sua stessa specie. Questo eccesso di aggressività è coniugato un exploit di creatività. Dobbiamo con la seconda controllare la prima, altrimenti ci estinguiamo. Credo che questo sia il senso più profondo del “Disagio della Civiltà” (Freud).
19. Un consiglio che darei a un giovane innovatore.
Conoscere o studiare le lingue straniere e tenersi sempre pronto a partire per altri lidi. Poi essere tenace, idealista e veramente preparato nel suo campo, altrimenti non regge alle pressioni del mondo circostante e lascia perdere. Altro atteggiamento fondamentale: fare progetti solo a lungo termine, se i prerequisiti sono davvero innovativi.
20. Un motto per l'Expo di Shanghai.
Il mio personale motto è: “Facciamo vincere i sogni!” Ma anche “Better City – Better Life“ mi pare un ottimo motto in totale sintonia con lo spirito che informa la psicologia positiva. Basta che non perdiamo di vista la bellezza delle montagne e delle campagne, o il fascino del mare e del deserto.
21. Un messaggio per i cinesi.
Siete un popolo con millenarie tradizioni culturali che ha ben coniugato la spiritualità con la vita concreta. Non imitate la peggiore predatorietà dell'occidente e aiutateci a trovare un modo per migliorare il mondo con la vostra saggezza, calma e tenacia.